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IO di Antonio Rezza e Flavia Mastrella - Spazio Rossellini

Domenica, 1 Dicembre 2019 at 21:00

Spazio Rossellini, via della Vasca Navale, 58, Roma, 00146

Biglietto €12 + DP

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Performance

Antonio Rezza e Flavia Mastrella in scena a Roma per una grande anteprima della BiennaleMArteLive

L’1 dicembre nel rinnovato Spazio Rossellini in via della Vasca Navale andrà in scena IO di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

INFO

Spazio Rossellini, via della Vasca Navale, 58 - Roma
1 DICEMBRE 2019 ORE 21.00

 

Antonio Rezza e Flavia Mastrella in scena a Roma per una grande anteprima della BiennaleMArteLive

L’1 dicembre nel rinnovato Spazio Rossellini in via della Vasca Navale andrà in scena IO di Antonio Rezza e Flavia Mastrella

 

INFO

Spazio Rossellini, via della Vasca Navale, 58 - Roma
1 DICEMBRE 2019 ORE 21.00

€12 + DP 

Saranno Antonio Rezza e Flavia Mastrella - Leoni d’oro alla Carriera alla Biennale di Venezia 2018 - ad aprire la nuova BiennaleMArteLive di dicembre con un’anteprima speciale presso il rinnovato Spazio Rossellini di Roma.

Domenica 1 dicembre alle ore 21.00 andrà in scena lo storico spettacolo “IO” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. L’evento, realizzato in collaborazione con A.T.C.L., è inserito all’interno del programma del progetto speciale “Performativa”, una rassegna di teatro e danza contemporanea.

Per chi non riuscisse a partecipare all’evento, segnaliamo che il Teatro Vascello presenta l'antologia Rezza/Mastrella con gli spettacoli Fotofinish, dal 17 al 22 dicembre. Bahamuth dal 26 al 31 dicembre, con l'asta al buio per rendere speciale la notte del Capodanno. Anelante dal 3 al 5 gennaio. 

Sinossi

Il radiologo esaurito fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio. 

Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l'affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro. Tre persone vegliano il sonno a chi lo sta facendo mentre il piegatore di lenzora, appesantito dal suo stesso seme, scivola sotto l'acqua che si fa doccia e dolce zampillare. Io mangia la vita bevendo acqua rotta che è portavoce dell'amaro nascere, il piegatore di lenzora parte per la galassia rompendo l'idillio con il tessuto amato. Si gioca all'oca, parte il dado di sottecchio, Io si affida alla bellezza del profilo per passare sotto infissi angusti. Ogni tanto un torneo, un uomo che cimenta in imprese impossibili ma rese rare dalla sua enfasi, un ufo giallo scrutante esseri e parole, un visionario vede vulva nelle orecchie altrui. E Io, affacciato sul mondo terzo dove scopre che, tra piaghe e miseria, serpeggia l'appetito non supportato dalla tavola imbandita. 

Infine la catastrofe: Io si ridimensiona... 

Como poco innanto tra clamori e vanto così l'idea dell'inventura porta la mente a vita duratura.

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